L'amianto

 

L’amianto, chiamato anche asbesto, è un minerale naturale a struttura microcristallina, di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli.In natura l’amianto è molto diffuso in quanto i silicati rappresentano uno dei componenti fondamentali della crosta terrestre. Esso  si ottiene facilmente dalla roccia madre dopo macinazione e arricchimento, in genere in miniere a cielo aperto. La struttura fibrosa attribuisce all’amianto particolari caratteristiche, infatti resiste al fuoco e al calore, all’azione di agenti chimici e biologici, all’abrasione e all’usura (termica e meccanica). Inoltre gli conferisce insieme una notevole resistenza meccanica ed una alta flessibilità. È facilmente filabile e può essere tessuto. L’amianto è dotato anche di proprietà fonoassorbenti e termoisolanti. Si lega facilmente con materiali da costruzione (calce, gesso, cemento) e con alcuni polimeri (gomma, PVC). Perciò è un minerale praticamente indistruttibile, non infiammabile, molto resistente all’attacco degli acidi e alla trazione, flessibile, dotato di buone capacità assorbenti, facilmente friabile. Per anni è stato considerato un materiale estremamente versatile a basso costo, con estese e svariate applicazioni industriali, edilizie e in prodotti di consumo.

QUANDO L’AMIANTO È PERICOLOSO:
La consistenza fibrosa è alla base delle proprietà tecnologiche, ma anche delle proprietà di rischio essendo essa causa di gravi patologie a carico prevalentemente dell'apparato respiratorio. La pericolosità consiste, infatti, nella capacità che i materiali di amianto hanno di rilasciare fibre potenzialmente inalabili ed anche nella estrema suddivisione cui tali fibre possono giungere. Per dare una idea della estrema finezza delle stesse basti pensare che in un centimetro lineare si possono affiancare 250 capelli umani, 1300 fibre di nylon o 335000 fibre di amianto.Non sempre l'amianto, però, è pericoloso: lo è sicuramente quando può disperdere le sue fibre nell'ambiente circostante per effetto di qualsiasi tipo di sollecitazione meccanica, eolica, da stress termico, dilavamento di acqua piovana. Per questa ragione il cosiddetto amianto friabile che cioè si può ridurre in polvere con la semplice azione manuale è considerato più pericoloso dell'amianto compatto che per sua natura ha una scarsa o scarsissima tendenza a liberare fibre.
Manipolare i prodotti contenenti amianto in matrice friabile è estremamente pericoloso, in quanto basta una minima sollecitazione per provocare il rilascio di fibre e la loro dispersione nell'aria in elevate concentrazioni. I lavori che comportano un elevato rilascio di fibre d'amianto devono pertanto essere affidati soltanto a ditte specializzate in bonifiche da amianto. Per i materiali compatti contenenti amianto, come le coperture degli edifici in cemento amianto (eternit), il rischio è, in generale, molto basso ed è comunque legato allo stato di manutenzione dei materiali che possono diventare un rischio se abrasi o danneggiati.

DOVE SI TROVA  L’AMIANTO:

Nella maggior parte dei casi l'amianto è presente nelle strutture edilizie e industriali; i tipi di edifici e di manufatti in cui, più frequentemente, si riscontrano materiali contenenti amianto sono:

  • Fabbricati con struttura portante metallica costruiti soprattutto tra gli anni '60 e '70, nei quali l'amianto può essere stato applicato a spruzzo sulle strutture metalliche;
  • Edifici prefabbricati in cui sono state utilizzate lastre piane o ondulate in cemento amianto;
  • Capannoni ad uso industriale che possono presentare coperture in cemento amianto, o nei quali l'amianto può essere stato applicato a spruzzo sul soffitto a scopo d’isolamento termico e fonoassorbente;
  • Elementi di copertura quali tegole, lastre ondulate o piane;
  • Pareti, controsoffittature con pannelli contenenti amianto sia in matrice compatta sia friabile;
  • Linoleum e piastrelle per pavimenti;
  • Intonaci per rivestire strutture portanti in acciaio, pareti e soffitti di molti locali, con funzioni fonoassorbenti, termoisolanti e/o di resistenza al fuoco;
  • Tubi e vasche per l’acqua potabile e le acque reflue;
  • Isolanti delle caldaie per coibentarle, sotto forma di pannelli o in forma sfusa (generalmente sotto l’involucro in lamiera);
  • Rivestimenti isolanti di tubi;
  • Guarnizioni all’interno di raccordi tra tubazioni e nelle caldaie;
  • Isolamenti vari quali pannelli in cartone-amianto dietro le stufe o a protezione da fonti di calore di parti in legno (es. sopra il termosifone);
  • Filati, tessuti e corde possono essere presenti come coibentazioni di parti calde;
  • Manufatti ignifughi quali coperte, feltri, tappeti.


Altre situazioni di potenziale pericolo sono gli stabilimenti di produzione di materiale contenente amianto dismessi o riconvertiti, materiali accumulati a seguito di operazioni di bonifica, cave e miniere.

 

 

CHI SI OCCUPA DI AMIANTO:
Il Centro Funzionale Strategico “Geologia e Ultrastrutture” nell’ambito dei compiti generali di geologia e analisi speciali, svolge attività di notevole importanza nel settore di analisi del rischio da esposizione a materiale contenente fibre di amianto, coprendo l’intero territorio regionale.

In particolare i tecnici del Centro si occupano di:

  • Sopralluoghi ed accertamenti tecnici presso i siti in cui è segnalata la presenza di amianto per la valutazione di esposizione;
  • Analisi su materiali massivi per la rilevazione e caratterizzazione dei minerali dell’amianto;
  • Analisi di particolato aerodisperso per la determinazione delle concentrazioni di amianto in atmosfera e in acqua in ambiente esterno ed in ambienti di vita e di lavoro.

Gli strumenti chiave per la valutazione del rischio sono fondamentalmente due e riguardano l’ ispezione visiva dei MCA (materiali contenenti amianto) ed il monitoraggio ambientale.
Per valutare lo stato di conservazione dei materiali contenenti amianto in matrice compatta è necessario effettuare una ispezione visiva al fine di verificare: la friabilità del materiale (matrice che si sgretola liberando fibre), le condizioni della superficie (crepe, rotture, sfaldamenti), l’ integrità della matrice (corrosione con affioramento fibre di amianto), trattamenti protettivi superficie (verniciatura, incapsulamento), lo sviluppo di muffe e licheni, la presenza di materiale pulverulento (scoli d’acqua e gronde, punti di gocciolamento).
Quando occorre invece fare una analisi più dettagliata si ricorre al campionamento del materiale. In tal caso occorre tener presente che i materiali da campionare vanno prelevati preferibilmente in aree che si presentano già danneggiate e che siano facilmente accessibili per la mancanza di rivestimenti o mezzi di confinamento.

Le modalità operative di campionamento prevedono:


  • l’acquisizione di documentazione fotografica a colori del materiale da campionare, che ne evidenzia la struttura macroscopica e l'ubicazione rispetto all'ambiente potenzialmente soggetto a contaminazione;
  • impiego di idonei mezzi di protezione personale, quali maschera e guanti a perdere;
  • il prelievo di una piccola aliquota di materiale, che sia sufficientemente rappresentativo e che non comporti grave danneggiamento del materiale in sito.
  • la compilazione di un verbale, contenente informazioni su luogo (edificio, locale), tipo e ubicazione dell'installazione esaminata, data del prelievo, operatore;

 

Contestualmente alla valutazione dello stato di compattezza del MCA è possibile avvalersi di misure strumentali, effettuando dei campionamenti dell’aria atti ad accertare l’eventuale presenza di amianto sotto forma di fibre aerodisperse.


La misura della concentrazione di fibre aerodisperse prevede due fasi distinte:

  • il campionamento;
  • il conteggio delle fibre al microscopio (ottico od elettronico) ed il calcolo della concentrazione.

Il prelievo dei campioni aerodispersi viene eseguito con dei campionatori portatili che aspirano con una apposita pompa volumetrica munita di un filtro in grado di trattenere il particolato, un determinato volume d’aria
Il laboratorio del CFS è dotato di particolari apparecchiature che consentono di assolvere a tutte le applicazioni inerenti la rilevazione classificazione dell’amianto nelle varie matrici ambientali. Infatti le analisi per la ricerca di fibre di amianto sui campioni massivi ed aerodispersi sono effettuate  con le tecniche della Microscopia Elettronica a Scansione (SEM) e della Microanalisi in Dispersione d’Energia (EDS).

SEGNALAZIONI
Chiunque voglia segnalare l’esistenza di amianto in evidente stato di degrado deve inviare un esposto al Sindaco del Comune interessato e, per conoscenza, al CFS Geologia e Ultrastrutture.
Chi lo desidera può richiedere l’analisi di campioni con sospetta presenza di amianto presso:

CFS Geologia e Ultrastrutture Arpacal

Via Monte Santo 123

87100 Cosenza

Telefono: +39.0984.77245  +39.0984.26801

Fax: +39.0984.795013

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Arpacal svolge questa attività a pagamento; i costi variano in funzione della richiesta specifica.