Incendio Falerna: messa in sicurezza sito


Sono iniziate ieri, con il supporto tecnico-scientifico del Servizio Tematico Suolo e Rifiuti del Dipartimento Provinciale di Catanzaro dell’Arpacal, le operazioni di “Messa in Sicurezza e Ripristino” del sito interessato dall’incendio del deposito di pneumatici Caruso, sito nell’area PIP del Comune di Falerna, distrutto dalle fiamme  nella notte tra il 22 e 23 gennaio scorsi.

Le operazioni di messa in sicurezza e ripristino consistono nella rimozione della “fonte primaria” d’inquinamento, rappresentata dai rifiuti di combustione presenti. La ditta incaricata dal comune di Falerna a svolgere tale attività è la Ecosistem di Lamezia Terme.

Di buon mattino, pertanto, i tecnici Arpacal del Servizio tematico Suolo e Rifiuti, Dott. Geol. Enzo Cuiuli e Michele Folino Gallo, si sono recati sui luoghi dell’incendio per svolgere le attività di supporto tecnico, sorveglianza e controllo delle operazioni di rimozione dei rifiuti da combustione presenti. Il compito dell’Agenzia ambientale calabrese, infatti, è quella di verificare che le operazioni di stoccaggio dei rifiuti raccolti siano nel rispetto della normativa e delle tecniche in vigore.

“Per privilegiare gli obiettivi di recupero e riciclaggio dei rifiuti, per come previsto dalla Parte IV del D.L.vo 152/06 e s.m.i. – ha dichiarato il dirigente del Servizio, Dr. Clemente Migliorino - sono stati rimossi separatamente i pneumatici, giudicati visivamente integri che sono stati classificati con il codice CER 16.01.03  “Pneumatici fuori uso”, ed i metalli che sono stati identificati con il codice CER 16.01.17  “metalli ferrosi”  Tali rifiuti sono stati caricati su idonei cassoni a tenuta e, dopo essere stati opportunamente coperti, inviati a recupero”.

“Per ciò che concerne i cumuli di rifiuti originatisi dalla combustione dei pneumatici stoccati in loco – continua a spiegare il Migliorino - è stato assegnato, precauzionalmente, il codice per rifiuti pericolosi CER 16.03.05* _ “Rifiuti Organici Contenenti Sostanze Pericolose”. Anche questi rifiuti sono stati caricati su idonei cassoni a tenuta e, dopo essere stati adeguatamente coperti, sono stati inviati all’impianto di Econet Srl di Lamezia Terme dove saranno stoccati in attesa dei riscontri analitici che verranno eseguiti sui campioni prelevati dai tecnici del laboratorio di analisi incaricato”.

Il campionamento è stato eseguito per tipicizzare il rifiuto attraverso l’esatta attribuzione del codice CER e, quindi, individuare il corretto avvio allo smaltimento. Per rendere tali campioni rappresentativi dei rispettivi cumuli da cui sono stati prelevati è stata eseguita un’operazione denominata di “quartatura”; i campioni così preparati sono stati prelevati dai tecnici del laboratorio di analisi in triplice aliquota per poi essere regolarmente etichettati e sigillati dai tecnici Arpacal presenti alle operazioni. Dopo la rimozione dei rifiuti, infine, è stata svolta un’attenta ricognizione dei luoghi per verificare se il piano di posa su cui insistevano i rifiuti rimossi fosse protetto da superficie impermeabile o meno.

“Sulla scorta di tali osservazioni – riferisce il dirigente Migliorino - si è deciso che sarà eseguita un’attenta operazione di pulitura da parte della ditta incaricata (Ecosistem SpA) di tutte le superfici impermeabilizzate interessate dall’incendio poiché, essendo tali aree protette da superfici impermeabili, è ragionevole ipotizzare che non vi sia stata percolazione di eventuali inquinanti nel suolo, nel sottosuolo e in una eventuale falda freatica. Per ciò che concerne, invece, la porzione di terreno non pavimentato, bisognerà eseguire una caratterizzazione preliminare ai sensi della Parte IV, Titolo V del D.L.vo 152/2006 e s.m.i., per determinare l’eventuale superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC)”.

Tutte le operazioni di rimozione, svolte alla presenza dei tecnici Arpacal che hanno vigilato sulla corretta esecuzione, non hanno dato luogo “ad emissioni diffuse significative visto le abbondanti precipitazioni piovose che hanno caratterizzato l’intero iter di rimozione e che hanno favorito l’abbattimento al suolo delle frazioni fini del rifiuto”.